Presso Otoneuro Monaco siamo specializzati nella diagnosi dei disturbi dell’udito, dell’equilibrio e della vista. I nostri pazienti ci pongono spesso le stesse domande sugli esami eseguiti, sulla loro utilità o sui sintomi che devono destare attenzione.
Abbiamo quindi raccolto qui risposte semplici e precise alle domande più frequenti. Queste FAQ vi aiuteranno a comprendere meglio gli esami proposti nel nostro centro e a sapere quando consultare uno specialista.
Otoneuro Monaco è un centro medico specializzato nella diagnosi e nel trattamento dei disturbi uditivi (sordità, acufene) e vestibolari (vertigini, disturbi dell’equilibrio), negli adulti e nei bambini. Propone un approccio innovativo che unisce competenza medica, tecnologie avanzate e ricerca clinica, unico in Europa nel settore privato.
L’équipe comprende medici otorinolaringoiatri esperti in otoneurologia, audiologi (in possesso di un Master II o di un diploma interuniversitario in audiologia) e assistenti specializzate.
Il centro è diretto dal Dott. Pierre LAVAGNA, ex primario del reparto di otorinolaringoiatria del CHPG (Centre Hospitalier Princesse Grace) di Monaco, specializzato in otoneurologia.
Le visite si prenotano per telefono (+377 99 92 32 70, oppure dall’Italia al +39 0184 716635), tramite Doctolib o tramite il modulo di contatto del nostro sito. 🔗Prenota una visita. Disponibile per i pazienti di Monaco, delle Alpi Marittime, della Liguria e oltre.
Le nostre tariffe vengono comunicate prima di ogni prestazione. Sono consultabili sulla nostra pagina Doctolib o presso la nostra segreteria.
La maggior parte degli esami, delle diagnosi e dei trattamenti proposti è rimborsata. Alcune prestazioni specialistiche o innovative possono essere a carico del paziente o coperte dalla sua assicurazione integrativa. Le nostre assistenti vi informeranno al momento della prenotazione. Scopri di più sulle tariffe
Trattiamo tutte le forme di sordità, congenite, acquisite, improvvise, professionali o legate all’età (presbiacusia). Trattiamo inoltre l’acufene cronico (ronzii, fischi), l’iperacusia, le difficoltà uditive nel rumore e le sordità nascoste.
Otoneuro tratta la vertigine parossistica posizionale benigna (VPPB), la malattia di Ménière, le neuriti vestibolari, le vertigini del bambino, le vestibolopatie croniche e i disturbi dell’equilibrio legati all’età o ai traumi.
Otoneuro tratta anche il mal di trasporto (mal d’auto, mal di mare, mal de débarquement…) o motion sickness, e la cybersickness.
Alla nascita: uno screening uditivo viene proposto sistematicamente prima della dimissione dal reparto maternità (con il consenso dei genitori).
A 6 anni: viene effettuata una visita medica obbligatoria (a scuola o dal medico) con individuazione dei disturbi sensoriali; se necessario, si esegue un test dell’udito.
In seguito, a qualsiasi età: fate controllare l’udito in caso di ritardo del linguaggio, difficoltà scolastiche, otiti ricorrenti, precedenti familiari di sordità, sospetto disagio in ambienti rumorosi o qualsiasi dubbio da parte di genitori o insegnanti.
Se nel bambino si riscontrano diversi di questi segnali, è opportuno eseguire un test dell’udito:
Il test neonatale è rapido e indolore. Si basa sulle emissioni otoacustiche (microsonda nell’orecchio) o sui potenziali evocati uditivi (misura dell’attività cerebrale in risposta ai suoni).
A partire dai 5-6 anni la maggior parte dei bambini è in grado di eseguire un audiogramma tonale classico, ma alcuni ci riescono prima, a seconda della loro maturità.
I test uditivi oggettivi permettono di valutare l’udito senza la partecipazione attiva del bambino. Indispensabili nel lattante e nel bambino piccolo, completano sempre la valutazione uditiva.
Sì. Disponiamo di tutte le apparecchiature necessarie, di audiologi e di medici esperti nella presa in carico uditiva del bambino, fin dalla nascita. Collaboriamo inoltre con audioprotesisti specializzati in pediatria e, se necessario, con équipe chirurgiche per le patologie dell’orecchio medio o gli impianti cocleari.
È importante individuare rapidamente una sordità nel bambino perché l’udito è fondamentale per lo sviluppo del linguaggio e delle funzioni cognitive. Più la presa in carico è precoce (apparecchio acustico o impianto cocleare), migliori sono i risultati.
Non appena una sordità interferisce con lo sviluppo del linguaggio e della comunicazione, l’apparecchio acustico deve essere proposto il prima possibile.
L’otite può scomparire spontaneamente nel bambino, ma può rendersi necessario un trattamento medico (lavaggi, corticosteroidi, monitoraggio) o chirurgico.
È un piccolo tubicino inserito nel timpano per aerare l’orecchio medio ed evitare l’accumulo di liquido.
Nella maggior parte dei casi il bambino può fare il bagno con i drenaggi transtimpanici, ma con prudenza. A volte si consigliano protezioni (tappi, fasce) a seconda del tipo di drenaggio e del parere del medico.
La sordità nascosta è la presenza di un disagio uditivo nonostante un audiogramma normale, spesso rivelata da una difficoltà a comprendere il parlato nel rumore. Per individuarla sono necessari test specialistici, eseguiti presso Otoneuro Monaco.
È una difficoltà ad analizzare e comprendere i suoni, soprattutto nel rumore, pur in presenza di un udito di base normale.
Associa apparecchi acustici adeguati, una riabilitazione logopedica, una rieducazione uditiva (adattamento dell’ambiente familiare e scolastico…) e talvolta un supporto scolastico specializzato.
I primi segni di una sordità sono spesso una perdita nelle frequenze acute, la difficoltà a capire in ambienti rumorosi, la necessità di far ripetere e la percezione di acufeni o fischi dopo l’esposizione. La persona può ancora sentire i suoni gravi, il che maschera il disagio e può ritardare la diagnosi.
Il rumore danneggia le cellule sensoriali dell’orecchio interno, ma anche le vie uditive (sinapsi, nervo acustico). Un’esposizione prolungata o intensa ne provoca la distruzione irreversibile.
I danni possono essere progressivi (sordità professionale) o improvvisi (trauma acustico, esplosione).
È una perforazione persistente del timpano, spesso dovuta a otiti ripetute. Provoca una perdita uditiva variabile e talvolta secrezioni.
Il colesteatoma è una proliferazione anomala di pelle nell’orecchio medio, che distrugge progressivamente gli ossicini e le strutture ossee e può estendersi alle zone vicine (coclea, nervo facciale, meningi, cervello…).
Il colesteatoma può provocare complicanze gravi: distruzione dell’orecchio medio, sordità grave, paralisi facciale, infezioni intracraniche (meningite, ascesso cerebrale).
L’intervento chirurgico è necessario in presenza di una perdita uditiva invalidante, di infezioni recidivanti o di un rischio evolutivo, come nel caso del colesteatoma.
È una malattia ereditaria che provoca la progressiva fissazione della staffa, uno degli ossicini dell’orecchio medio, causando il più delle volte una sordità trasmissiva (meccanica).
Le possibili complicanze di un intervento per otosclerosi comprendono la sordità totale dell’orecchio operato (rara, circa l’1%), vertigini, acufeni, perforazione del timpano e disgeusia (alterazione del gusto).
La sinaptopatia uditiva è un danno alle sinapsi che collegano le cellule sensoriali dell’orecchio interno alle fibre del nervo acustico. Provoca un disagio uditivo, in particolare nel rumore, anche quando l’audiogramma è normale.
È uno dei meccanismi della sordità nascosta.
La neuropatia uditiva è un disturbo della conduzione del segnale a livello del nervo acustico. Provoca una percezione sonora fluttuante e una comprensione molto compromessa, soprattutto nel rumore.
È una sordità dovuta a un danno delle vie uditive nel cervello (tronco encefalico, corteccia uditiva).
Può provocare difficoltà di comprensione sproporzionate rispetto all’audiogramma, talvolta associate ad altri segni neurologici.
La presbiacusia è il calo progressivo dell’udito legato all’invecchiamento, che colpisce soprattutto le frequenze acute e rende difficile la comprensione nel rumore.
Non esiste un trattamento risolutivo per la presbiacusia.
L’applicazione precoce di apparecchi acustici, associata a una riabilitazione uditiva e talvolta alla lettura labiale, permette di preservare la comunicazione e di ridurre il rischio di declino cognitivo.
I farmaci che possono causare sordità sono:
Perché i trattamenti chemioterapici possono danneggiare l’orecchio interno. Un monitoraggio regolare permette di individuare precocemente un danno e di adattare il trattamento (sospensione, riduzione o distanziamento delle dosi, cambio di farmaco).
Perché qualsiasi disturbo uditivo unilaterale (sordità, acufene, calo asimmetrico) può essere il segno di un tumore del nervo acustico (neurinoma dell’acustico) o di un’altra patologia dell’orecchio interno. Sono indispensabili una valutazione otoneurologica completa e, nella maggior parte dei casi, una risonanza magnetica.
È un dispositivo elettronico che bypassa le cellule danneggiate della coclea.
Un impianto interno stimola direttamente il nervo acustico ed è collegato a un processore esterno che capta e codifica i suoni.
In Francia, dal 2021 l’Assurance Maladie rimborsa l’impianto cocleare nei casi di sordità unilaterale da grave a profonda con acufeni invalidanti, previo parere di un centro esperto e dopo il fallimento di una soluzione CROS o a conduzione ossea.
L’invalidità degli acufeni deve essere documentata tramite un questionario validato (ad es. THI, VAS).
Perché una perdita uditiva può essere dovuta a cause mediche da trattare (tappo di cerume, otite acuta o cronica, otosclerosi, patologia dell’orecchio interno, neurinoma).
Solo uno specialista può formulare una diagnosi affidabile.
Se necessario, l’otorinolaringoiatra indirizza poi il paziente all’audioprotesista, garantendo che l’applicazione dell’apparecchio poggi su basi solide e sicure.
Gli apparecchi «100% Santé» (la gamma interamente rimborsata dal sistema francese) correggono efficacemente la perdita uditiva di base e sono completamente rimborsati.
Gli apparecchi di fascia alta offrono maggiore comfort nel rumore, una migliore resa sonora e funzionalità avanzate: connettività Bluetooth, ricarica senza pile, riduttori di rumore intelligenti, microfoni direzionali, ecc.
La scelta tra queste due soluzioni dipende innanzitutto dal tipo di perdita uditiva del paziente, ma anche dal suo stile di vita, dalle sue esigenze di comunicazione e dalle sue priorità.
Non esiste un apparecchio migliore in assoluto.
La scelta si basa su:
Sono la valutazione iniziale e la fase di adattamento a permettere di individuare l’apparecchio più adatto.
Dopo la prescrizione medica, l’audioprotesista effettua diverse sedute di regolazione progressiva, con prove in varie situazioni della vita quotidiana. Le regolazioni vengono affinate a ogni visita, in collaborazione con Otoneuro Monaco quando necessario.
Sì. Otoneuro Monaco esegue misurazioni dell’udito, anche con gli apparecchi (campo libero, intelligibilità nel rumore, misura del guadagno protesico), per verificare l’evoluzione dell’udito e misurare l’efficacia degli apparecchi, in coordinamento con gli audioprotesisti partner.
Quando, nonostante un apparecchio ben regolato, la comprensione resta insufficiente, in particolare nel rumore. In questo caso è indispensabile una valutazione in un centro esperto come Otoneuro Monaco.
L’acufene è la percezione di un rumore senza una fonte sonora esterna: fischio, ronzio, crepitio, pulsazione… Può essere percepito in un orecchio, in entrambi o anche «nella testa». È un sintomo frequente, che colpisce circa il 15% della popolazione.
L’acufene può essere legato a:
In quasi l’80% dei casi è associato a un danno uditivo, anche lieve.
No, l’acufene è un sintomo. Non è una malattia in sé, ma può rivelare una patologia otorinolaringoiatrica, neurologica o metabolica. Richiede quindi una valutazione completa per ricercarne la causa e proporre la migliore presa in carico.
Perché un acufene può essere benigno… ma può anche rivelare una malattia dell’orecchio o del sistema nervoso. È indispensabile una valutazione otorinolaringoiatrica e audiologica, che talvolta comprende esami di imaging (risonanza magnetica, TAC) ed esami vestibolari se sono presenti altri sintomi.
Un acufene da un solo lato, soprattutto se accompagnato da una perdita uditiva, può essere il segno di un danno localizzato dell’orecchio interno o del nervo acustico (ad es. neurinoma dell’acustico). In questo caso è sempre indicata una risonanza magnetica del sistema uditivo.
Per gli acufeni, Otoneuro propone:
Non esiste una «pillola miracolosa» contro l’acufene, ma numerosi approcci permettono di ridurne significativamente l’impatto:
Sì, soprattutto quando insorge dopo un recente trauma acustico o un’otite. Tuttavia, se persiste per più di qualche mese, tende a diventare cronico. In questo caso, la presa in carico mira a migliorare la tolleranza e la qualità della vita.
L’iperacusia è un’ipersensibilità ai suoni quotidiani. Rumori normali (conversazioni, stoviglie, traffico) diventano fastidiosi, se non addirittura dolorosi. È spesso associata all’acufene, a una perdita uditiva o a disturbi d’ansia.
I trattamenti dell’iperacusia possono comprendere:
In molti casi l’iperacusia può migliorare nettamente grazie a una presa in carico adeguata. La prognosi dipende dalla causa iniziale e dalla rapidità con cui viene avviato il trattamento.
È la causa più frequente di vertigine. Si verifica quando piccoli cristalli dell’orecchio interno (otoliti) si spostano in un canale semicircolare. Questo spostamento provoca una vertigine breve ma intensa durante alcuni movimenti della testa.
La VPPB si tratta con manovre di riposizionamento degli otoliti. Il medico o il fisioterapista esegue movimenti precisi della testa per rimettere in posizione i cristalli.
Una recidiva della VPPB è possibile, a volte a distanza di mesi o anni. Ogni episodio può comunque essere trattato efficacemente.
La malattia di Ménière è una patologia cronica dell’orecchio interno caratterizzata da attacchi di vertigini, perdita dell’udito fluttuante, acufene e sensazione di pienezza o pressione nell’orecchio.
Il trattamento della malattia di Ménière è progressivo e comprende:
Per contrastare la malattia di Ménière, Otoneuro Monaco propone:
Non esiste una cura definitiva per la malattia di Ménière, ma i trattamenti spesso consentono di controllare i sintomi in modo duraturo.
Gli studi mostrano:
Un’infiammazione acuta del nervo vestibolare, probabilmente di origine virale, che provoca una vertigine rotatoria intensa e prolungata, senza danni all’udito.
Farmaci nella fase acuta (antivertiginosi, corticosteroidi, antiemetici), valutazione completa per escludere altre cause e riabilitazione vestibolare precoce per accelerare il compenso centrale.
La PPPD è un disturbo cronico dell’equilibrio caratterizzato da una sensazione persistente di instabilità, spesso scatenata da un episodio vestibolare iniziale o da uno stress.
È il risultato dell’interazione tra una vulnerabilità vestibolare, fattori psicologici (ansia, ipervigilanza) e un cattivo adattamento sensoriale.
Il trattamento della PPPD si basa sulla riabilitazione vestibolare specifica, sulla psicoterapia (TCC, gestione dell’ansia) e talvolta sui farmaci.
La sclerosi multipla può colpire le vie vestibolari centrali, alterando il controllo dell’equilibrio e dei movimenti oculari.
Perché Otoneuro Monaco unisce:
In oltre l’80% dei casi bastano 1 o 2 sedute. Sono possibili recidive e, nelle forme complesse, talvolta sono necessarie alcune sedute aggiuntive.
A volte può persistere per qualche giorno una sensazione di ebbrezza/instabilità; se dura o se le vertigini ricompaiono, contattateci di nuovo.
I protocolli derivano direttamente dalla valutazione e vengono adattati costantemente dal medico responsabile in base ai vostri progressi: lavoro posturale in realtà virtuale, stabilizzazione dello sguardo, abituazione agli stimoli visivi, rafforzamento delle strategie di equilibrio, riallenamento del cammino e della fiducia. Spesso si inizia con cicli di 5-10 sedute, con rivalutazioni regolari.
Sì, Otoneuro aiuta a trattare il mal di trasporto con protocolli specifici (realtà virtuale/abituazione, stabilizzazione dello sguardo). Leggi l’articolo dedicato (in francese).
Sì, la paura del vuoto si può superare grazie a un’esposizione graduale in realtà virtuale, abbinata a una TCC (terapia cognitivo-comportamentale) e a tecniche respiratorie e attentive, con una progressione sicura.
L’audiometria permette di valutare con precisione il vostro udito e di capire da dove deriva il vostro disagio: difficoltà a sentire (sensibilità) o a capire (intelligibilità). Orienta verso una presa in carico adatta alla vostra perdita uditiva.
La valutazione uditiva inizia con un colloquio e un’otoscopia al microscopio. A seconda della vostra situazione, eseguiamo i test in cuffia o in campo libero, con o senza apparecchi acustici, nel silenzio e nel rumore.
I test vengono eseguiti in cabine insonorizzate conformi alle norme ISO, con apparecchiature regolarmente calibrate, da audiologi diplomati sotto supervisione medica.
Molte persone sentono «bene» in ambienti tranquilli ma hanno difficoltà in quelli rumorosi. I test nel rumore individuano queste difficoltà precoci, talvolta presenti quando l’audiogramma è ancora normale. In Francia sono obbligatori dal 2019 prima della prescrizione di apparecchi acustici e fanno parte delle nostre valutazioni.
Per valutare il funzionamento dell’orecchio medio (timpano, catena degli ossicini) e, a seconda dei metodi utilizzati, ottenere anche informazioni sull’orecchio interno. È un esame chiave in molte situazioni (sensazione di orecchio tappato, otiti, disfunzione della tuba di Eustachio, sospetta idrope labirintica, valutazione degli acufeni, vertigini…).
Una piccola sonda viene inserita in modo ermetico nel condotto uditivo esterno. Comprende:
Restate seduti; l’esame è rapido e indolore.
No, la timpanometria non è dolorosa. Al massimo si avverte una leggera pressione passeggera. In caso di dolore all’orecchio (otite acuta) o di perforazione importante del timpano, adatteremo o rinvieremo il test.
Generalmente 1-2 minuti per entrambe le orecchie, a seconda del protocollo.
Per registrare la risposta elettrica del nervo acustico e delle vie uditive del tronco encefalico alle stimolazioni sonore. I PEU aiutano a:
Grazie a elettrodi posizionati sulla fronte, sulle mastoidi (dietro le orecchie) e talvolta sul cuoio capelluto, registrano le piccole onde generate dal sistema uditivo dopo un suono breve (clic o burst) inviato all’orecchio tramite una cuffia o un inserto in schiuma. Nella pratica corrente si utilizzano soprattutto i PEU precoci (ABR), incentrati sulle risposte del nervo acustico e del tronco encefalico.
Presentatevi con i capelli puliti (evitate gel e lacca), rilassati, e portate i vostri esami precedenti e l’elenco dei farmaci che assumete. Gli apparecchi acustici vengono rimossi durante l’esame.
Lo specialista analizza la presenza/assenza delle onde, le loro latenze e i loro intervalli. È anche possibile stimare una soglia oggettiva. I risultati vengono spiegati e correlati agli altri esami (audiometria, OEA, timpanometria, imaging se necessario) per giungere a una diagnosi precisa e a una presa in carico adeguata.
Per valutare il funzionamento delle cellule ciliate esterne (CCE) della coclea, il cui ruolo è amplificare le vibrazioni sonore. Le OEA sono un test oggettivo (senza risposta attiva del paziente) e un eccellente strumento di diagnosi precoce dei danni all’orecchio interno, in particolare nel monitoraggio dell’esposizione al rumore o a sostanze tossiche per l’orecchio interno.
Un piccolo auricolare inserito nell’orecchio contiene un altoparlante (stimolo sonoro) e un microfono (risposta restituita dall’orecchio). L’orecchio deve essere ben isolato (auricolare ben aderente). L’esame è rapido, silenzioso e indolore.
No. Il test delle OEA è non invasivo e indolore. Può essere eseguito fin dalla nascita.
È un esame oggettivo che registra la risposta elettrica dell’orecchio interno (coclea) e del nervo acustico quando vengono presentati dei suoni. Aiuta a capire come il suono viene trasformato in segnale nervoso.
Si applicano piccoli elettrodi sulla pelle (fronte/dietro l’orecchio) e un elettrodo sottile nel condotto uditivo (talvolta a contatto con il timpano, a seconda delle indicazioni). I suoni vengono inviati all’orecchio tramite un auricolare o una cuffia; l’apparecchio registra l’intensità e la latenza della risposta. Siete seduti o sdraiati, in tranquillità.
Il metodo nel condotto uditivo è ben tollerato (sensazione di presenza dell’auricolare). Il metodo a contatto con il timpano, riservato a determinate indicazioni, viene eseguito in anestesia locale e può causare un fastidio minimo e passeggero. In caso di otite, secrezione o perforazione del timpano, l’esame viene adattato o rinviato.
Nei bambini, l’ECochG è riservata soprattutto alla valutazione prima dell’impianto cocleare. Viene eseguita dall’équipe che effettuerà l’impianto.
La VNG (videonistagmografia) registra, grazie a una telecamera a infrarossi collegata a un computer, i movimenti degli occhi (nistagmo) per analizzare il funzionamento del sistema dell’equilibrio (sensori dell’equilibrio dell’orecchio interno, nervo vestibolare, sistema nervoso centrale).
Il nistagmo è un riflesso degli occhi che si attiva quando la testa ruota, alternando un movimento lento e una scossa rapida. Gli occhi si muovono lentamente nella direzione opposta al movimento della testa per mantenere stabile l’immagine sulla retina, poi compiono una piccola scossa rapida per tornare al centro quando l’occhio raggiunge il limite del suo spostamento.
Durante un movimento della testa o del corpo, compare un nistagmo per stabilizzare la visione (riflesso normale). In assenza di movimento, la presenza di un nistagmo è sempre anomala e orienta verso un danno dei sensori vestibolari, del nervo vestibolare o del sistema nervoso centrale.
Il VHIT (Video Head Impulse Test) è un esame che verifica se i sensori di movimento dell’orecchio interno funzionano correttamente durante movimenti molto rapidi. Indossate occhiali leggeri dotati di una piccola telecamera, che osserva i vostri occhi mentre vengono eseguiti piccoli movimenti rapidi della testa. L’obiettivo: assicurarsi che gli occhi mantengano stabile l’immagine quando la testa si muove.
Assolutamente no. Il VHIT esplora soprattutto le alte frequenze (i movimenti rapidi della vita quotidiana).
Il VHIT dura circa 15-25 minuti.
I VEMP sono test oggettivi che verificano alcuni sensori dell’orecchio interno chiamati otoliti. Il sacculo (che percepisce le accelerazioni verticali) viene testato con il cVEMP: si misura una piccola risposta di un muscolo del collo. L’utricolo (che percepisce le accelerazioni orizzontali e la gravità) viene testato con l’oVEMP: si registra una risposta intorno agli occhi.
No. I suoni possono sembrare intensi, ma non possono danneggiare l’orecchio interno. Può comparire un leggero affaticamento del collo (cVEMP), che scompare rapidamente. In caso di patologia cervicale importante, dolore all’orecchio, otite o perforazione del timpano, adattiamo il metodo (via ossea) o rinviamo l’esame.
È un esame non invasivo che registra con grande precisione i movimenti degli occhi (inseguimento, saccadi, antisaccadi) grazie a telecamere ad alta definizione. Un software ne analizza poi la velocità, la precisione e i tempi.
Fissate un bersaglio su uno schermo che si sposta secondo diversi protocolli:
È l’analisi oggettiva del vostro equilibrio in posizione eretta su una pedana computerizzata che misura le micro-oscillazioni del corpo (centro di pressione). Valuta come il cervello combina le informazioni della vista, dell’orecchio interno (vestibolo) e della sensibilità propriocettiva (collo, tronco, arti) per evitare le cadute.
Utilizziamo apparecchiature di ultima generazione: la Motion VR (Virtualis), che unisce una pedana posturografica e la realtà virtuale (VR).
Questo permette di:
Siete in piedi sulla pedana, con le scarpe o con le calze. Le vostre risposte vengono registrate in diverse condizioni (occhi aperti/chiusi, con o senza perturbazioni visive (VR), con pavimento fisso/mobile). L’esame è indolore e dura 20-40 minuti a seconda del protocollo.