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Emissioni otoacustiche

Il test delle emissioni otoacustiche (OAE) è uno dei test uditivi oggettivi in cui le risposte agli stimoli sonori vengono raccolte da un dispositivo di misurazione. Questo test mostra il funzionamento delle cellule ciliate esterne della coclea, che amplificano le onde sonore che raggiungono l’orecchio interno. I segnali vengono raccolti con un microfono posizionato nel condotto uditivo del paziente.

Le emissioni otoacustiche sono presenti fin dalla nascita. Diminuiscono con l’età e possono essere alterate da vari tipi di danni all’orecchio interno, in particolare dall’esposizione intensa o prolungata al rumore, ma anche da vari farmaci ototossici, in particolare alcuni chemioterapici.

otoemissioni
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Quando si esegue un test di emissione otoacustica?

  • Per lo screening neonatale dei problemi uditivi
  • Durante una valutazione dell’udito in una persona esposta al rumore o sottoposta a trattamenti tossici per l’orecchio interno, in particolare alcuni antibiotici (aminoglicosidi) e varie chemioterapie (in particolare il cisplatino). In questi pazienti, le variazioni delle emissioni otoacustiche precedono il declino dell’udito nei test uditivi soggettivi (audiometria tonale e vocale), consentendo di individuare precocemente la sordità e di prevenirne il peggioramento. Ciò è di vitale importanza in medicina del lavoro (monitoraggio dei lavoratori in ambienti rumorosi) e in oncologia.
  • Quando si valuta un paziente con una discrepanza tra un’audiometria dei toni puri normale o leggermente compromessa e un significativo deterioramento della comprensione del parlato (intelligibilità) all’audiometria vocale. La raccolta di OAE normali (le CCE della coclea non sono alterate) associata a un’alterazione dei potenziali evocati uditivi permetterà di evocare le malattie dello spettro della neuropatia uditiva, un’entità lunga e ancora spesso incompresa, che richiede una gestione adeguata.
  • Quando gli apparecchi acustici falliscono, una valutazione che combini OAE e BERA aiuterà a identificare le ragioni del fallimento e a suggerire un trattamento appropriato (logopedia, neuromodulazione, ecc.).
  • Nei pazienti in cui i test soggettivi non sembrano affidabili per vari motivi.

I diversi tipi di test di emissione otoacustica

Quando è necessario, utilizziamo diverse tecniche per raccogliere le OAE :
  • Emissioni otoacustiche evocate transitorie (TEOAE), utili a fini di screening, soprattutto nei bambini piccoli.
  • I prodotti di distorsione delle emissioni otoacustiche (DPOAE), che possono essere utilizzati per testare un’ampia gamma di frequenze dell’orecchio interno, sia a scopo di screening che per misurare oggettivamente le soglie uditive.

Come tutte le indagini volte a valutare l’udito di un paziente, questo test ha valore solo se fa parte di una valutazione completa del sistema uditivo, che comprende un’accurata anamnesi, un’otoscopia eseguita con l’ausilio di un microscopio e test uditivi soggettivi (audiometria tonale e vocale).